11/10/2007
pdfUna grave falla sembra essere presente nei file PDF: la vulnerabilità è stata scoperta qualche settimana fa da Petko Petkov, security analyst del gruppo GNUCitizen; e minerebbe la sicurezza di tutti gli utenti Windows.

Petkov spiega che i documenti PDF possono essere usati per corrompere completamente Windows senza che l'utente se ne renda conto: basta che il malcapitato apri un file PDF oppure capiti su una pagina che ne propone uno. Petkov consiglia di cercare di aprire PDF poichè la vulnerabilità risulta verificata su Windows Xp Service Pack 2 con Adobe Reader 8.1 ed Internet Explorer 7.

Adobe non è riuscita ancora a produrre una patch risolutiva per questa falla che lei stessa ha etichettato come critica: al momento ha proposto alcuni passi (disponibili qui) per risolvere il problema che passano attraverso il Registro di Windows, trattasi quindi di un intervento alla portata di pochi non adatta alla grande utenza che giornalmente utilizza file PDF.



01/10/2007
logo_googleUn pool di hacker e di programmatori di professione hanno scoperto e reso pubblico negli ultimi giorni una decina di falle nei servizi in linea di Google, di cui quelle più gravi riguardano Picasa e Gmail, venuta a conoscenza dei bug, ha assicurato che li avrebbero eliminati rapidamente, ma dopo qualche giorno ancora non è stato fatto nulla, anzi il colosso informatico non sta nemmeno avvisando i suoi utenti del pericolo.

Le falle danno via libera agli hacker per entrare in possesso dei dati privati e sensibili degli utilizzatori: un bug permetterebbe ad esempio, tramite un qualsiasi oggetto in flash, di intercettare i dati di un utente Gmail conservati nel database di un programma; mentre un'altra falla rende possibile a chiunque impadronirsi degli scatti privati di un utente di Picasa, digitando una Url contenente Picasa come primo argomento.

Gli esperti dubitano della capacità di Google di sistemare definitivamente tutte le falle in breve tempo, vista la quantità e la gravità di esse: il consiglio è sempre quello di non fidarsi mai del web e quindi di affidare alla grande rete il minor numero di dati personali.